Strategia di investimento

Prospettive di metà anno 2026: Cosa potrebbe andare storto, e cosa potrebbe andare per il verso giusto?

  Punti chiave da ricordare

  • La frammentazione globale sta ridisegnando i profili di rendimento: le priorità legate alla sicurezza energetica, alla difesa e alle catene di fornitura “affidabili” stanno determinando in misura crescente vincitori e perdenti a livello regionale.
  • L’inflazione potrebbe rivelarsi più persistente e volatile: gli shock energetici rischiano di erodere il potere d’acquisto e di ridurre l’efficacia della diversificazione tradizionale di portafoglio.
  • L’intelligenza artificiale resta un motore di crescita globale duraturo: le opportunità si estendono ben oltre le piattaforme tecnologiche, abbracciando infrastrutture, energia e colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento.
  • Agire conta più che prevedere: per gli investitori, la priorità è testare la resilienza, ribilanciare con intenzionalità e diversificare al di là del tradizionale schema azioni-obbligazioni.

Un mondo in transizione: perché l’ambiente di investimento appare oggi profondamente diverso

Il mondo è cambiato in modo strutturale rispetto all’era pre-COVID. I mercati affrontano shock continui — geopolitici, energetici, inflazionistici e tecnologici — che possono ricalibrare rapidamente il profilo di rischio. Questa è la “pressione”. La “promessa” è che le dislocazioni possano creare punti di ingresso interessanti per investitori a lungo termine preparati, diversificati e disciplinati.

Riteniamo che tre forze rimarranno dominanti nei mercati finanziari fino al 2026 e oltre: frammentazione globale, rischio inflazionistico e un superciclo dell’IA in corso. Per gli investitori privati con un’esposizione globale — patrimoni immobiliari, imprese, necessità di spesa e asset in valute diverse — questi temi sono rilevanti perché influenzano non solo i rendimenti finanziari, ma anche il potere d’acquisto, il rischio di drawdown e l’efficacia della diversificazione del portafoglio.

1) Frammentazione globale: energia, sicurezza e selettività nei mercati EMEA

Una caratteristica distintiva della frammentazione che interessa le economie e i mercati mondiali è la rinnovata dipendenza da snodi critici e politiche industriali. L’energia è l’esempio più immediato. Lo Stretto di Hormuz trasporta tipicamente 20 milioni di barili di petrolio al giorno — circa un quinto del consumo globale di petrolio e quasi un quarto del commercio marittimo di petrolio. Circa il 20% delle spedizioni globali di gas naturale liquefatto (GNL) transita dalla stessa rotta. Quando questo corridoio viene interrotto, l’impulso inflazionistico può essere rapido.

Nel recente shock, il prezzo del petrolio è salito di oltre il 60% e i prezzi del GNL europeo sono quasi raddoppiati in due giorni, mettendo in luce la sensibilità dell’Europa ai prezzi dell’energia. L’Europa affronta una particolare sfida sul piano della competitività: i prezzi regionali dell’elettricità sono da due a quattro volte superiori a quelli degli Stati Uniti, e la volatilità energetica può ampliare questo divario. Le restrizioni politiche amplificano ulteriormente il problema: la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra potrebbero essere indotte a mantenere o addirittura aumentare i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione, nonostante una crescita interna debole, il che rischia di mettere sotto pressione asset sensibili alla crescita come azioni, obbligazioni ad alto rendimento e materie prime.

L’Europa affronta anche limiti in termini di innovazione e capacità di finanziamento. La spesa in ricerca e sviluppo (R&S) è circa il 2,2% del PIL, inferiore a quella degli Stati Uniti (3,6%) e della Corea (5,2%), e la produttività europea è circa il 77% di quella statunitense. La quota europea nei flussi globali di investimenti diretti esteri (IDE) si è dimezzata in cinque anni, e gli investimenti in venture capital sono circa lo 0,05% del PIL, circa un decimo del livello statunitense.

I semiconduttori rappresentano il secondo punto critico strategico. La produzione avanzata di chip è altamente concentrata, con Taiwan che produce oltre il 90% dei semiconduttori avanzati a livello globale. Una grave interruzione in questo segmento potrebbe rappresentare uno shock di circa il 5% alla crescita globale del PIL, illustrando perché le “catene di fornitura affidabili” e la resilienza industriale stiano diventando fattori strutturali nell’analisi degli investimenti.

Infine, nell’ambito della frammentazione, uno scenario più costruttivo è quello della “frammentazione selettiva” — uno spostamento verso la resilienza che preserva tuttavia i legami commerciali e di capitale con i partner affidabili.

Azioni suggerite

  • Non evitare l’Europa, ma adottare un approccio selettivo: la costruzione del portafoglio potrebbe dover privilegiare aree legate a investimenti pluriennali in sicurezza e infrastrutture, piuttosto che puntare su un’esposizione indifferenziata.
  • Cogliere le opportunità legate all’imperativo della sicurezza: la necessità per i paesi della regione EMEA di investire nella propria sicurezza — che si tratti di difesa militare, catene di fornitura, infrastrutture o sicurezza tecnologica — è uno degli insegnamenti più chiari dalle turbolenze geopolitiche del 2026. Investire in aziende, sia a livello nazionale che internazionale, che supportano tali obiettivi è, a nostro avviso, sensato.

2) Opportunità internazionali per investitori EMEA: mercati emergenti e catene di approvvigionamento strategiche

La frammentazione dei mercati globali rimodella anche i flussi di capitale. La politica industriale e la regolamentazione orientata alla sicurezza tendono a segmentare i mercati e a concentrare le opportunità in regioni con risorse, scala manifatturiera o rilevanza geografia strategica.

Manteniamo una view positiva sui mercati emergenti, alla luce del miglioramento dei fondamentali e del supporto alle attuali valutazioni aziendali. Nel 2025, i mercati emergenti hanno sovraperformato quelli sviluppati di circa 11 punti percentuali, e si prevede che gli utili aziendali dei mercati emergenti crescano oltre il 40% nel 2026. Nel segmento obbligazionario, i rendimenti sovrani dei mercati emergenti superano il 7%, e le valutazioni sono inferiori alle medie di lungo termine.

L’America Latina è strategicamente rilevante per il prossimo ciclo di investimento, con oltre il 40% del rame globale e quasi il 60% delle riserve note di litio, che posizionano la regione come fornitore chiave per l’elettrificazione e la domanda legata all’IA. L’Asia orientale rimane centrale nelle catene di approvvigionamento per le infrastrutture dell’IA, con circa il 75% della capacità globale di memoria concentrata in Corea del Sud e il dominio cinese nelle terre rare (~70% nell’estrazione e ~90% nella lavorazione). Se la spesa in conto capitale per l’IA rimane sostenuta, questi nodi critici potrebbero esercitare potere di prezzo, sebbene il rischio geopolitico debba essere considerato.

Azioni suggerite

  • Privilegiare la selettività negli investimenti nei mercati emergenti: le opportunità sono più solide dove i buffer macroeconomici e la credibilità politica sono in miglioramento, e dove le economie beneficiano della domanda di risorse o del riposizionamento delle catene di approvvigionamento — come nel caso di Corea del Sud, Cina e America Latina.

3) Inflazione: proteggi il potere d’acquisto e diversifica oltre azioni e obbligazioni

L’inflazione è una minaccia persistente, spesso silenziosa — specialmente quando gli shock si susseguono e diventano la norma. Per gli investitori, il rischio non è solo un’inflazione più alta, ma anche più volatile. Questo può aumentare la correlazione tra azioni e obbligazioni, erodendo la protezione che un portafoglio tradizionale si attende dalle obbligazioni durante le fasi di ribasso del mercato azionario.

Alcuni dati illustrano il problema del potere d’acquisto:

  • I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati di oltre il 25% dall’inizio del decennio.
  • Ogni aumento sostenuto di 10 $/barile del petrolio aggiunge circa 30-35 punti base all’inflazione; una variazione di 40 $/barile implica circa un punto percentuale aggiuntivo di inflazione.
  • Molti clienti detengono circa il 20% o più dei loro asset in liquidità e titoli a brevissima scadenza, che potrebbero non essere sufficienti a preservare il valore reale del capitale al netto di inflazione e tasse.

Azioni suggerite:

  • Verifica la resilienza dei tuoi obiettivi, non solo dei mercati: analizza come inflazione, tassi d’interesse e ribassi azionari potrebbero influenzare le spese future e gli obiettivi di trasmissione patrimoniale, considerando anche tasse e flussi di cassa.
  • Aggiungi asset reali al portafoglio: azioni legate alle materie prime, infrastrutture e immobili sono asset potenzialmente resilienti all’inflazione. Gli asset reali possono rappresentare fino a circa il 5% di un portafoglio. Le azioni di risorse naturali offrono un rendimento totale per azionista di circa il 5,5% e un P/E di circa 15x. Le infrastrutture globali godono di rendimenti storici annualizzati tra l’8% e il 12%, con l’energia che ora rappresenta circa il 60% del benchmark (in aumento dal 20% di un decennio fa).
  • Adotta strategie diversificanti: strategie di investimento alternative che storicamente hanno mostrato bassa correlazione con i mercati azionari tradizionali, come strategie macro e di valore relativo, possono potenzialmente stabilizzare il portafoglio. I fondi macro hanno registrato un rendimento di circa il 9% nel 2022 — anno in cui i mercati azionari hanno segnato la peggiore performance dalla crisi finanziaria globale del 2008.

    L’investimento multi-valuta e un’allocazione del 3-6% all’oro potrebbero essere considerati per diversificare il profilo di rendimento aggiustato per il rischio.

4) IA: partecipa attraverso infrastrutture e nodi critici

L’IA è il tema di “promessa” più duraturo — un ciclo di investimento globale già visibile nei dati e nei flussi commerciali. Taiwan, attore chiave nelle tecnologie legate all’IA, ha registrato una crescita del PIL superiore al 7% nel 2025 e un record di esportazioni da 640 miliardi di dollari. Le esportazioni coreane hanno superato i 700 miliardi di dollari, con circa un quarto legato ai semiconduttori. La spesa in conto capitale combinata dei principali leader tecnologici statunitensi dovrebbe superare i 650 miliardi di dollari entro la fine del 2026, in gran parte legata all’IA.

Azioni suggerite:

  • Concentrati sui “fornitori di strumenti”: investi in aree critiche per la costruzione dell’infrastruttura globale dell’IA come data center e reti, catene di fornitura di semiconduttori, generazione, trasmissione e stoccaggio di energia, anzichè affidarti a un ristretto gruppo di azioni “vincenti” dell’IA come le grandi piattaforme.
  • Valuta le opportunità legate all’IA nei mercati privati: esistono alcuni impatti indiretti nei mercati privati, considerata un’esposizione al credito diretto di circa il 21% nel software (che sale al 40% includendo tecnologia e servizi aziendali) e una redditività contenuta in alcune aree del mercato software tradizionale. Incoraggiamo un’esposizione selettiva ai mercati privati per applicazioni emergenti, evitando tuttavia i modelli di business più vulnerabili alla disruption.

Domande da considerare nel tuo portafoglio

  • Liquidità: data la pressione inflazionistica, una liquidità eccessiva nel tuo portafoglio sta erodendo inconsapevolmente il tuo potere d’acquisto?
  • Test di resilienza: il tuo portafoglio è stato testato per verificarne la tenuta in caso di shock nei mercati energetici locali e globali, volatilità inflazionistica e rischio di cambio?
  • Diversificazione: il tuo portafoglio è sufficientemente diversificato tra diverse classi di asset (inclusi asset reali, mercati privati e strategie alternative) per ridurre l’impatto dei ribassi in un singolo mercato e massimizzare il potenziale di rendimento?
  • Allocazioni EMEA: le tue esposizioni ai mercati locali sono concentrate in aree supportate dai cicli di investimento in sicurezza e infrastrutture?
  • Intelligenza artificiale: la tua esposizione all’IA è ampia e focalizzata su infrastrutture e colli di bottiglia — evitando i modelli più soggetti a disruption?

In sintesi: l’attuale ambiente di investimento “Promessa e Pressione” richiede preparazione più che previsione: mantieni una diversificazione globale, sii selettivo in Europa, costruisci con intenzionalità la resilienza contro l’inflazione persistente e partecipa all’IA attraverso lo sviluppo delle infrastrutture che alimentano il superciclo. Ciò include la capacità di cogliere le opportunità offerte dall’America Latina e dall’Asia orientale nella domanda legata all’IA.

FAQ

FAQs

RISCHI CHIAVE

  • Investire nei mercati emergenti comporta un grado maggiore di rischio e volatilità rispetto ai mercati sviluppati. Le variazioni dei tassi di cambio e le differenze nelle politiche contabili e fiscali al di fuori della giurisdizione dell’investitore possono aumentare o ridurre i rendimenti. Alcuni mercati potrebbero non essere politicamente ed economicamente stabili, e le differenze nelle politiche fiscali e nei sistemi legali al di fuori della giurisdizione dell’investitore possono creare rischi aggiuntivi. Gli investitori dovrebbero considerare attentamente questi rischi e consultare consulenti finanziari e legali prima di investire nei mercati emergenti.
  • Il prezzo dei titoli azionari può aumentare o diminuire a causa di cambiamenti nel mercato generale o nella condizione finanziaria di una società, a volte rapidamente o in modo imprevedibile. Il valore delle azioni può aumentare con utili solidi o aspettative di mercato positive, ma può anche diminuire a causa di utili deboli o sentiment negativo, e i dividendi non sono garantiti.
  • Investire in prodotti a reddito fisso (come obbligazioni) comporta rischi quali tasso d’interesse, credito, inflazione, rimborso anticipato, default, prepagamento e rischio di reinvestimento. Qualsiasi titolo a reddito fisso venduto o rimborsato prima della scadenza può comportare guadagni o perdite significative.
  • Le obbligazioni ad alto rendimento (classificate BB+/Ba1 o inferiori o non classificate) sono titoli speculativi, non investment grade, con rischio maggiore di default e perdita. Questi investimenti sono adatti solo a investitori in grado di sostenere un rischio elevato.
  • Gli investimenti internazionali potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Investire a livello internazionale comporta un grado maggiore di rischio e volatilità. Alcuni mercati internazionali potrebbero non essere politicamente o economicamente stabili. Le partecipazioni estere sono soggette a rischio di cambio, poiché le fluttuazioni nei tassi di cambio tra la valuta estera dell’investimento e la valuta domestica del detentore possono influenzare il valore dell’investimento.

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In linea di massima, viene data preferenza alle strategie gestite da J.P. Morgan. Prevediamo che, subordinatamente alle leggi applicabili e ai requisiti specifici del conto, la percentuale di strategie del Gruppo potrebbe essere elevata (anche fino al 100 %) per i portafogli incentrati, ad esempio, sugli strumenti di liquidità e sulle obbligazioni di qualità elevata. 

Anche se le strategie gestite internamente si allineano bene ai nostri giudizi prospettici e sebbene conosciamo i processi d’investimento e la filosofia di rischio e di compliance della società, è importante osservare che l’inclusione di strategie gestite internamente genera un maggior livello di commissioni complessive a favore di J.P. Morgan. In alcuni portafogli diamo la possibilità di optare per l'esclusione delle strategie gestite da J.P. Morgan (al di fuori dei fondi cash e di liquidità).

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