Regimi fiscali: regime italiano e altri regimi internazionali per immigrati

Jul 02, 2019

Al ricorrere di determinate condizioni, le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia possono beneficiare del regime fiscale di favore previsto dall’art. 24-bis del D.P.R. 917/1986.

Questo regime intende favorire gli investimenti, i consumi ed il radicamento in Italia di individui e nuclei familiari ad alto potenziale e rientra in una serie di interventi normativi volti a rilanciare l’economia italiana grazie all’attrazione di capitale umano qualificato.  Tale regime non costituisce una novità nel panorama internazionale, dove esistono sistemi similari già da tempo (ai quali il legislatore italiano si è ispirato), seppur con delle differenze che rendono il regime italiano particolarmente interessante.

In questo articolo si evidenziano le caratteristiche principali del regime italiano, nonché le analogie e le differenze con i regimi fiscali per immigrati facoltosi in vigore in Portogallo, Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Malta e Cipro1.

Italia

Il regime dei neo-residenti offre un trattamento fiscale agevolato alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia e che non siano state fiscalmente residenti in Italia per almeno nove dei dieci periodi di imposta precedenti.

Coloro che aderiscono a tale regime possono optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi di fonte estera (con la sola eccezione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate2 realizzate nei primi cinque periodi di imposta) nella misura forfetaria di 100.000 euro, indipendentemente dall’ammontare di tali redditi. I beneficiari hanno la facoltà di escludere uno o più Stati esteri dall’applicazione del regime.

E’ possibile estendere il regime a uno o più familiari, che soddisfino i suddetti requisiti, con un’imposta addizionale di Euro 25.000 per familiare.

Il regime dei neo-residenti prevede inoltre:

  • l’esonero dagli obblighi di monitoraggio delle attività e degli investimenti finanziari esteri; e
  • l’esenzione dall’imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero e dall’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, eccetto per gli immobili e le attività detenuti negli Stati esclusi dal regime.

Successioni e donazioni sono soggette all’ordinaria imposta sulle successioni e donazioni limitatamente ai beni e diritti esistenti in Italia (con aliquote del 4%, 6% e 8% e franchigie che variano in ragione del grado di parentela).

I contribuenti possono presentare un’istanza di interpello al fine di ottenere dall’Amministrazione finanziaria la conferma della sussistenza dei requisiti di legge per l’accesso al regime.  Gli effetti dell’opzione, che è sempre revocabile, cessano dopo quindici anni.

Portogallo

Anche il Portogallo prevede un regime agevolato che esenta i redditi di fonte estera delle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Portogallo, a condizione che non siano state ivi residenti nei cinque periodi di imposta precedenti e che presentino apposita istanza al fisco portoghese. Al fine di essere considerati residenti, è sufficiente avere a disposizione una dimora in Portogallo che faccia “supporre l’intenzione” di usarla come propria dimora abituale.

I redditi di fonte estera sono generalmente esenti da imposizione, fermo restando che (i) i redditi di fonte estera sono esenti se assoggettabili a tassazione nello Stato della fonte ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni o sulla base del Modello di Convenzione OCSE (con possibile esclusione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di strumenti finanziari che di regola sono tassate nello Stato di residenza), e (ii) l’esenzione non si applica per i redditi provenienti da Stati a fiscalità privilegiata.

I redditi di lavoro dipendente o autonomo (con eccezione dei compensi per le cariche di amministratore), nonché alcune royalties, percepiti in Portogallo sono soggetti ad una flat tax del 20%.

Il regime ha durata decennale e consente di accedere ad un’imposta di successione e donazione, generalmente, del 10% sui beni esistenti in Portogallo (con un’esenzione per coniugi e parenti in linea retta).

Svizzera

Al regime svizzero dedicato agli immigrati facoltosi possono accedere, senza limiti di tempo, le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Svizzera e che non siano state ivi residenti nei precedenti dieci anni. I cittadini svizzeri e i cittadini stranieri coniugati con cittadini svizzeri non possono accedere al regime (che, però, può essere esteso ai partner e ai figli minori del contribuente principale, senza aggravio di imposte).

Il regime prevede l’applicazione di imposte federali e cantonali alle aliquote ordinarie ma la base imponibile è calcolata in ragione delle spese sostenute dai contribuenti e dal loro nucleo familiare in Svizzera e all’estero, nonché applicando coefficienti predeterminati. L’imponibile minimo non può essere inferiore (i) a 400.000 CHF ai fini delle imposte federali e (ii) alla soglia stabilita da ciascun Cantone ai fini delle imposte cantonali, se applicabile3.

I contribuenti che optano per questo regime non possono svolgere attività lavorativa in Svizzera.

Non è prevista una deroga alle norme in materia di imposte di successione e donazione (applicate ad aliquote medie superiori al 40%, anche se molti Cantoni prevedono un’esenzione per i trasferimenti tra coniugi o parenti in linea retta).

Regno Unito e Irlanda

Il Regno Unito e l’Irlanda hanno adottato un sistema per cui i redditi di fonte estera percepiti dalle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in questi Paesi, ma rimangono domiciliate all’estero, sono tassati solo quando rimessi o spesi nel Regno Unito o in Irlanda (cd. remittance).

Il regime inglese, a differenza di quello irlandese, come ulteriore condizione, prevede che tali persone fisiche non siano state residenti nel Regno Unito per almeno sei dei venti periodi di imposta precedenti. Inoltre, a partire dal 2017, sono stati introdotti una presunzione di domicilio e obblighi di trasparenza più stringenti a carico di coloro  che trasferiscono la propria residenza nel Regno Unito.

Il concetto di rimessione deve essere interpretato estensivamente e comprende qualsiasi trasferimento o utilizzo di redditi esteri,  compreso l’accredito mediante bonifico bancario di fondi esteri su un conto corrente inglese, il trasferimento in Irlanda di opere d’arte acquistate con tali redditi di fonte estera, nonché l’utilizzo di una carta di credito estera per acquisti di beni o servizi o per ritirare denaro nel Regno Unito o in Irlanda. L’utilizzo di fondi percepiti prima del trasferimento non viene considerato come una remittance tassabile.

A differenza dell’Irlanda, il regime inglese prevede il pagamento di un’imposta minima annuale da parte dei cd. res non-dom di lungo corso. In aggiunta, i contribuenti che risultino residenti – anche se non domiciliati – nel Regno Unito per almeno quindici periodi di imposta, acquistano automaticamente il domicilio inglese, perdendo la possibilità di fruire del regime.

I due regimi differiscono anche in relazione alle imposte sulle successioni e donazioni: mentre il Regno Unito non prevede particolari esenzioni o deroghe4, le successioni e le donazioni dei res non-dom irlandesi, per i primi cinque anni di applicazione del regime, sono esenti dall’imposta a meno che abbiano ad oggetto beni esistenti in Irlanda5.

Malta

Al ricorrere di determinate condizioni, ivi inclusa la detenzione di proprietà immobiliari qualificate ed il pagamento annuale di un’imposta minima compresa tra Euro 7.500 e 15.000, le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza (ma non il proprio domicilio) a Malta possono accedere a diversi regimi fiscali agevolativi.: i redditi di fonte estera sono tassati solo in caso di remittance a Malta con aliquota ridotta del 15% (con l’eccezione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni estere, che rimangono esenti).

Cipro

Sono esenti da imposizione le plusvalenze, i dividendi e gli interessi – di fonte estera o cipriota – percepiti da persone fisiche residenti ma non domiciliate a Cipro. I contribuenti che siano stati residenti a Cipro per almeno diciassette di venti periodi di imposta acquistano automaticamente il domicilio cipriota e, quindi, smettono di beneficiare dell’esenzione.

I contribuenti che trasferiscono la propria residenza a Cipro e percepiscono redditi di lavoro dipendente per un ammontare superiore a Euro 100.000, con riferimento ad attività esercitate in territorio cipriota, beneficiano di un’esenzione pari al 50% di tale reddito per un periodo massimo di dieci periodi di imposta.

Incontra gli Autori

Vania Petrella

Vania Petrella

Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP, Partner

Gianluca Russo

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Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP, Senior Attorney